La fusione dell’oro, offerto dai parrocchiani per la realizzazione della cornice in argento oro e pietre apposta al quadro della Madonna del Pozzolìo, è avvenuta il 13 Giugno 2009, alle ore 18, nella Cattedrale di Santa Anastasia in Santa Severina, alla presenza del vicario episcopale e parroco don Serafino Parisi, dell’orafo Michele Affidato e di un folto numero di fedeli. La cornice è stata realizzata dall’orafo Michele Affidato che ha già fatto per la parrocchia di Santa Severina il pastorale in argento, donato all’Arcivescovo Mons. Domenico Graziani in occasione del suo ingresso in Diocesi.
Il dipinto (65,5cm x 49cm), restaurato presso il Laboratorio della Sovrintendenza, presenta la Santa Madre di Dio senza bambino, in atteggiamento raccolto, a mani giunte, coperta da un manto verde-blu su vestito rosso, con la testa e la postura atteggiate, sul modello di altre opere più note, per l’incoronazione. Di fatto, negli anni ’50 del secolo scorso, era stata posta una corona di 12 stelle con pietre preziose sulla stessa linea dell’originaria aureola. La posa, col passare del tempo, ha deteriorato gravemente la tela: ciò ha reso necessario l’intervento degli esperti.
Alla Madonna del Pozzolìo è dedicata una chiesa omonima (detta anche di S. Filomena), probabilmente nata come chiesa aristocratica, data l’eleganza della sua forma e la ricercatezza delle decorazioni del portale, ed inoltre l’alta cupoletta di 15 archi e sedici colonnine sormontate da capitelli decorati di forme variate sul motivo fondamentale di un intreccio di foglie. Si compone di 2 piani costituenti ciascuno una navata a forma rettangolare. Quella superiore termina con una piccola abside munita di finestra, semicircolare e sporgente. L’ambiente inferiore, quello propriamente dedicato alla Madonna del Pozzo, pare, secondo un’antica leggenda, che un tempo fosse adibito a cisterna e che, in seguito, per via di un miracoloso evento, venisse trasformato in luogo di culto. La Chiesa per il suo schema e per la sua caratteristica cupola è ritenuta come l’ultimo bagliore della civiltà bizantina in Calabria.